Archive for febbraio, 2008

accademia

cose per cui val la pena guardare la tv.
poesia pura

“secondo me per scrivere certi versi bisogna usare la licenza poetica, e può essere che Gigi non l’abbia rinnovata”
lalaura

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winter collection

mi ero dimenticata di segnalare che il buon leo  a dicembre mi ha omaggiato di una favolosa winter collection e visto che ha generato in me una vera dipendenza volevo che lo sapeste, ecco!
grazie Leo, inizia a pensare alla springer collection 🙂

LaVale

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bella giornata

di merda
uno
due
tre
quattro
fai tu…
lalaura

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l’amore non ha sesso, il brivido è lo stesso, o forse un po’ di più

Sentita ieri sera durante la pubblicità:
Nel cammino dell’amore scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo perché ha il cuore di un pupazzo dentro sé
E a chi dice che non sei normale tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei uguale a noi
E che siamo figli dello stesso Dio
A parte chiedermi di cosa si fosse fatto il suo fidanzato quando ha scritto il testo di questa canzone (cuore – dolore, dentro te – dentro sé…): un simpatico sdoganamento nazional popolare del gay. Roba che da stamattina, dopo aver sentito questa canzone, l’italiano/a medio/a si chiederà “come ho fatto a non pensare che anche il gay è figlio del mio stesso Dio?”. Peccato costui (il protagonista della canzone, cioè il visagista della diva, ho appreso ieri sera) debba svegliarsi con il viso stanco e ancora un po’ di trucco. E che le voglia assomigliare tanto (ci basta l’originale), e, addirittura, voglia amare come lei (cioè quelli come Gigi D’Alessio?). E che si lasci accarezzare come un gatto. I miei gatti non si farebbero accarezzare dalla Tatangelo, per esempio. Lei pare la peggio caricatura dell’archetipo del femminiello che ci ha dato un po’ dentro con il trucco e con le scollature. Una vaiassa (trad. sguaiata) mica male. Che vincerà Sanremo. Perché Sanremo è Sanremo, e anche a Sanremo dire che persino il gay è uguale ai normali, e che è addirittura è figlio dello stesso Dio degli altri, secondo me, premia. Son pronta a scommettere.
Roba da coma diabetico.
Preferivo
Vattene Amedeo perché mi ti avvinghi
tanto anche biondo non sei uguale a Stinghi
lui fa i concerti per l’Amazzonia
tu la mazzonia la vuoi dare a me
E adesso torno alle mie cose. Ho da fare circa 400 pivot table. Come punizione per aver sentito questo capolavoro di metrica, contenuto, musicalità, originalità, e quant’altro.
lalaura

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l’IKEA e la danimarca

ikealeggo oggi sull’ultimo numero dell’Internazionale che un giornalista tedesco “denuncia” la svedese ikea per imperialismo nei confronti della danimarca. Come è infatti noto i nomi dei mobili ikea deerivano da toponimi nordeuropei. I danesi rilevano che gli oggetti commercializzati da IKEA che portano nomi di luoghi in danmarca solo solo tappeti, serbini o comynque cosa da calpestare … fino ad arrivare all’asse del cesso che porta il nome di uno stretto danese!
🙂
pare che il repsonsabile dell’ufficio ikea che ha assegnato questi nomi sia ormai inpensione e che quindi non possa risponderne in prima persona, son problemi signora mia!
LaVale

p.s. a parte questa curiosa notizia consiglio a tutti la lettura dell’Internazionale quale unico settimanale dego di portare questo nome.

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ancora sulla binetti

se come leggo i radicali entrano nella coalizione del PD potrei cambiare idea e dare il mio voto a Veltroni, certa che la Bonino farà buona guardia alla 194. Se poi come leggo oggi su Repubblica l’odiata Binetti con i bravi compagni di merenda teodem/cattolici faranno quadrato vedremo …
LaVale

p.s. non trovo più il linkall’articolo ma due giorni fa su corriere.it si segnalava che cercando sull’oracolo google PD il primo risultato in ricerca naturale era  il sito del partito democratico, mentre cercando PDL partito della libertà il primo risultato era il partito comunista ticinese … tiè!

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sciampismo

beh, . ma almeno le sciampiste lavorano.
certo che se il partito non è appetibile neanche per certe personcine di gusto, finezza, intelligenza e cultura rari… mancu li cani, direbbe mia nonna. Mancu li cani vuol dire “ma guarda che storia assurda”, all’incirca. Ma qualcosa di più, di peggio, per la precisione. E qui il peggio c’è, come se c’è…
lalaura

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