Archive for gennaio, 2008

breve resoconto delle ultime giornate

dunque dopo qualche giornata di latitanza dal blog ecco un breve resoconto delle ultime giornate deliranti.

– Bianca ed io, da una settimana ormai mentre andiamo a scuola mettiamo su il cd della baby dance e, nei giorni pari ascoltiamo la canzone dei Luna Pop che fa “ma come è bello andare in giro con le ali sotto i piedi”, nei giorni dispari  ascoltiamo “Cicale” della mitica Parisi.
In entrambi i casi cantiamo a squrcia gola felici. Bianca mi ha chiesto:

– ascoltando cicale: mamma, ma questo era un cartone quando eri piccola? quindi questo video è per lei a imperitura memoria. alzate le casse e iniziate con il balletto!!!

– ascoltanto i Luna Pop: mamma, ma che animale è la vespa special? anche questa immagine è per te tesoro mio.

vespa_special.jpg

– in ufficio siamo in fase di trascolo. un bel casino. la cosa che val la pena di annotare è che l’azienda ci ha rifornito di etichette da mettere su tutto, scatole, mobili, telefoni, pc and so on. Ogni etichetta e reparto un colore dedicato, una codificazione e delle regole di compilazione tutto molto efficiente e chiaro [bene!]. Unica nota surreale, ma visto che mi piace un sacco il genere l’ho apprezzata moltissimo, sulle etichette della scrivania tutto è stato etichiettato scrivendo anche il nome dell’oggetto etichettato; ad esempio sul mio telefono c’è scritto:

– codice reparto -> 4A72
– cognome e numero di interno -> surico 2604
– ubicazione oggetto e nome oggetto etichettato -> scrivania – telefono [!!!]
ecco in questa fase di etichettatura mi sono sentita come i protagonisti di “Cent’anni di solitudine” quando a causa del poco sonno iniziarono a perdere la memoria e per ovviare al problema ci scrivevamo il nome degli oggetti sopra.

besos

LaVale

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diamo a cesare…

col cavolo che voglio essere chiamata solo “genitore“:
io son la mamma, non solo genitore. non scherziamo…
lalaura

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cedesi attività

Dunque il negozio di biancheria vorrei-esser-sexy-ma-non-ce-la-faccio sotto casa ha appeso il cartello “Cedesi Attività”.
Dice Jimmy, il portiere del 7/A, che in tre mesi di apertura la tizia ha venduto un solo completino (son curiosa di sapere a chi), che non sia persona particolarmente captive, e che se le fai una domanda diversa da “quanto costa quella mutanda in vetrina” (nonostante i bigliettini con il prezzo scritto a mano su carta gialla tagliata con le forbici a zig zag e scritte con grafia pessima e pennarello viola, che con il giallo non è che stia granché) ti mandi anche un po’ a cacare.
Del resto però è anche vero che uno se le cerca: io non dico che bisogna vestirsi da femme fatale per vender due mutande di dubbia qualità e bruttezza rara, però neanche indossare gli zoccoli tipo quelli del dottor Scholls di pelle blu, quelli con i buchini, pure un po’ sformati, e il camice da estetista, o salumiere: quello bianco, per intendersi. E passare il tempo fumando sulla porta con un’aria scazzata che non ti dico (per quanto lo scazzo sia molto comprensibile). Ah, dimenticavo: fare in modo che quelle 4 volte che hai una potenziale cliente, per sbaglio, nel negozio, ci sia la tua mamma (sexy come la figlia, con una trentina abbondante di anni in più, stessi zoccoli, camice azzurrino, GIURO) che fa bene attenzione a scopare sotto i piedi della malcapitata…
Beh insomma in questi tempi tutti di immagine e frivolezza, se vuoi vendere la mutanda sexy non dico debba essere tu statuaria e magnifica, ma un po’ di portamento, un po’ di femminilità, un po’ di sensualità di quella che non deve essere sbandierata ma data per assodata, non so come spiegare, ma quella cosa lì che sottintende “guarda io la mutanda di pizzo la vendo ma so che tu, ed io, non ne abbiamo bisogno per essere attraenti”.
Tutto questo per dire che sotto casa, nelle vicinanze del più grande centro commerciale en plein air di Milano, il cui traffico impossibile di gente quel paio di persone anche per sbaglio te le dovrebbe far passare davanti alla vetrina, stanno chiudendo un sacco di negozi. E che se prima, quando si diceva “le cose vanno male” la durata tra un “apresi” e un “cedesi” era di due anni, e quando andava peggio era di uno, adesso è di 3-6 mesi.
Un po’ perché le cose, sì, vanno male.
Un altro bel po’ perché non puoi sempre pretendere di vendere schifezze, e che qualcuno te le compri pure…
In ogni caso: interessa negozio mono vetrina vicinanze corso buonesaires (come dicono i milanesi) avviatissimo?

lalaura

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qual è il senso

qualcuno mi spiega che senso ha pubblicare in home page una notizia come questa?
I coniugi killer, insieme in aula, si scambiano tenerezze
peccato che oltre alle tenerezze ci sia da tenere a mente che tanto fiorellini innamorati e basta, ‘sti due, non sono.
al di là di questo: qual è la morbosa ragione che sta dietro alle tenerezze in prima pagina?

lalaura

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Alessandro Piperno

Può piacere o non piacere: secondo me scrive bene. Ma bene. Poi se vogliamo criticare i contenuti, evvabbè, critichiamo (certo però che se qualcuno mi invita a parlar male di De Carlo e di Baricco, tanto per citarne due, io posso iniziare adesso, e finire nel 2012). Con le peggiori intenzioni mi ha divertita (nel senso etimologico) tanto, e mi ha persino costretta a consultare il dizionario più d’una volta. Che è cosa rara, leggendo un romanzo. Ecco.
Comunque qui un articolo piuttosto illuminante sulla nostra attuale condizione di formiche invischiate nel barattolo di melassa.
lalaura

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crisi di governo

l’unico commento che mi sento di fare sulla crisi di governo lo “rubo” da La Banda,  mitica trasmissione di radio pop
ascolta “Minchia signor clemente” … almeno si sorride.

LaVale

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la dieta perfetta

Come ho fatto a non pensarci prima?
Adesso vi confido come fare la dieta perfetta: aggratis, ché io sono avida, ma dei soldi non mi interessa nulla. Lo so che il ragionamento non è logico, ma ci sta comunque, nei fatti.
Allora:
prendere due bambine: il fatto che frequentino rispettivamente il primo anno di scuola materna e il primo di asilo nido  corrisponde a un elevato valore aggiunto rispetto al raggiungimento degli obiettivi.
far venire, a turno, acetone e/o virus intestinali vari. Sempre a turno.
Quando c’è un virus in ballo, aver cura di farselo attaccare.
Quando c’è il virus va da sé che tutta ‘sta voglia di mangiare non ce l’hai.
Quando c’è l’acetone, condividere la dieta a base di riso in bianco, tè, e poco altro.
6 kg garantiti in due mesi. Soddisfatti o rimborsati.
lalaura
PS: in questo momento pagherei -molto- per uno stracotto d’asina con polenta. Ho una fame della madonna.

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