Archive for agosto, 2008

Notiziario flash

1. Abbiamo comprato a Sofia “Il primo libro della Bibbia”: stando alla personale esegesi della ragazza, Abramo è stato costretto da Dio a sacrificare il figlio mica per altro, ma perché aveva un brutto nome.
2. Il giorno di ferragosto è morta mia zia Angela, anziana donna malata di cuore. Il funerale sembrava un film grottesco, condotto (condotto?) da Don Bruno, mio insegnante di religione alle scuole medie inferiori. Vecchio e non molto più rimbambito di 25 anni fa. Memorabile: “Ho due figlie” “Ti sei sposata a Segrate?” “No, a Milano”. Non me la sono sentita di dire la verità, e cioè che vivo nel peccato, e sono persino restia a battezzare la seconda figlia. Mia madre e mia nonna camminavano dietro di me, e, stronze come solo nella mia famiglia si può, tutte se la ridevano. Andate un po’ a cagare, progenitrici care. Poi, giunti alla cappella del Fatebenefratelli, il Don Bruno se ne esce con un “Che bel posto, sembra una Chiesa”. No, infatti, siamo qui a bere un aperitivo nel dehors dell’ospedale…
3. Ho denunciato al 117 un bar di Spotorno.
4. Ieri sera io e Sissi sostenevamo che la tariffa del rapporto orale dovrebbe essere superiore a quella del rapporto “canonico”, se così lo vogliamo definire. Mik sosteneva che è perché si fa prima, perché lo puoi fare ovunque, perché la prostituta non deve spogliarsi, insomma, per una questione di economia di scala. Paolo riportava le testimonianze dei puttan tour versiliani, in cui le tariffe erano proprio così. Io ritengo che lontano dagli occhi lontano dal cuore, per usare una metafora.
5. Mik vorrebbe raccogliere le memorie di mio nonno, della sua infanzia misera e affamata negli anni ’20-’30 in Sicilia, e quelle sulla guerra. Perché le bambine sappiano. La trovo una cosa stupenda. Solo, io non so se avrei il coraggio di farlo.
6. A Spotorno, località di mare dove abbiamo trascorso metà delle nostre vacanze estive, ho assistito a un episodio finito poi sulla cronoca locale della Stampa: una signora ha dato pesantemente i numeri, minacciava di lanciarsi da un balcone, poi dall’altro, sul lato opposto della casa: pompieri, operatori del 118, vigili e carabinieri facevano la corsa da un lato all’altro della strada, terrorizzati dall’idea di dover raccogliere brandelli di donna-che-si-getta-dal-terzo-piano. Poi hanno sfondato la porta e il vigile le ha pure prese: sette giorni di prognosi, narrava il quotidiano. Io, a cavalcioni tra il nostro terrazzo e quello dei vicini, assistevo alla scena e pensavo che, guarda un po’, perder la testa è un attimo. Siccome ero a casa a far compagnia a mia figlia Vittoria, che stava facendo il riposino del pomeriggio, ho fatto la cronaca alla prima fila dei bagni che ci ospitavano grazie ai nostri fantastici walkie talkie. Che avanti che siamo…
7. Ieri sera, al Paso de Los Toros, luogo di numerose sbronze quando ero giovane e piacente, siamo giunti alla conclusione che una donna deve sbrigarsi a cercare e trovare l’anima gemella: vuoi perché l’orologio biologico è implacabile e inarrestabile, vuoi perché arrivati a una certa età ti trovi solo ricicli e scarti. Io trovo tutto questo terribilmente squallido, ma vero. Vale anche per i maschietti, anche se loro possono permettersi, moneta sonante alla mano, di accompagnarsi alla ragazzetta che si poi si fa passare per nipote. Certo da me e Sissi questo ragionamento mai me lo sarei aspettato, ma tant’è. Ormai siamo grandi, e, peraltro, pare che l’anima gemella l’abbiamo trovata. Per decenza non faccio i nomi che ho tirato fuori per validare questo ragionamento. Non si sa mai.
8. La frase preferita ultimamente è “chi la fa l’aspetti”
9. La canzone che mi rimbalza in testa da questa mattina è Mesopotamia, di Franco Battiato
10. Devo sbrigarmi a preparare gli anelli e le collane per i tre negozi con cui sono in parola, ma il centro di microfusione, il venditore di semilavorati e gli altri fornitori di materie prime son chiusi tutto agosto…
11. A Morsasco ho venduto tre anelli e un bracciale: la Memi, che sta a Genova, sostiene che in quella città avrei molto mercato. Magari
12. Non ho assolutamente voglia di riprendere il lavoro, quello serio. Ma niente niente niente. 
13. Dio strafulmini Ikea. Sempre e comunque.
lalaura

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olè!

ecco mi qui al mio ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze… Non se ne poteva proprio più!
venerdì notte partiamo, molto fantozziano per andare qui

Visualizzazione ingrandita della mappa

francamente non vedo l’ora.

ultimi letti prima di partire, tanto per non appesantire le valigie 🙂

– La sovrana lettrice, Alan Bennett molto carino. ironico e irreverente. Rientra nel filone di libri che parlano di libri/bliblioteche/topi da biblioteca/ librai and so on…
– Nero Marsiglia, René Frégni. Passato da Lalaura, molto Izzo, molto noir, molto marsiglia. Mi è piaciuto e mi sono innamorata di Cristal.
– L’uomo senza un cane, By Håkan Nesser, C. Giorgetti Cima. Sempre passato da laluara, anche questo bello da leggere se sei, come me, entrata nel filone degli autori nord europei!

visto:

La ragazza del lago – molto bello, val la pena!

baci e buone vacanze a tutti!!!

LaVale

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Weltanschauung – cartoline da Berlino

Dunque siamo stati a Berlino, io e Mik.
Un matrimonio: Ian, il deejay della nostra annuale festa di campagna (chi è venuto già sa le scene alle tre di notte, cercando di far cadere il suo ipod nella damigiana del vino, o scrivendo su un cartello appeso al camino della cucina “we want Abba”) si è sposato con Simone (pronuncia Zimóne. la “o” non è grave, ma greve, ecco).
Vedevo Berlino per la prima volta.
Di seguito alcune cartoline-flash
1) Sono stata a una festa di matrimonio durata due giorni. Un incubo. Divertentissimo in alcuni momenti, in altri meno. A un certo punto mi sentivo un cane legato alla catena. Ho chiesto che almeno me la allungassero un po’.
2) Dopo i matrimoni i tedeschi si mettono in coda ordinatissima anche per baciare la sposa. Io non ci ho fatto caso, sai com’è, presa dall’entusiasmo del momento ho fatto l’italiana che si butta al collo degli sposi, ma fortunatamente Mik mi ha evitato la “figura da italiana” facendomi notare la grezza
3) Ho conosciuto persone di una intelligenza e simpatia uniche: Jordy di Cataluña (a cui ho scroccato un invito in Thailandia), Charo di Cataluña trasferita a Marbella (a cui ho scroccato un invito in Andalucia), Sonia di Murcia ma nata in Svizzera, credo, ma ero già indiscutibilmente sbronzissima, (a cui ho scroccato un invito a Zurigo). Teoricamente sarei a posto per il prossimo annetto, quanto a vacanze. Solo che io vorrei andare in Medioriente, ma va bene uguale. Fatto sta che verso le tre di sabato notte eravamo nell’area lounge (vedi seguito) a chill out (ri-vedi seguito) e, nei fumi dell’alcool e non solo quello si era lì, una decina di persone, a parlarsi contemporaneamente in spagnolo, inglese, francese, italiano, capendoci alla perfezione. Resta irrisolto il tremendo mistero della scomparsa della boite orange, che conteneva il regalo di nozze per lo sposo. Colpevole non il maggiordomo, ma la cameriera. Dicono. Vedi che anche i tedeschi rubano, allora…
4) Durante il rinfresco di matrimonio la testimone della sposa e il testimone dello sposo hanno proiettato diapositive che ritraevano la splendida e avvincente infanzia degli sposi. Una cosa tipo foto di bimba che sembra Heidi, e foto di bimbo in montagna vestito con la salopette di cuoio e le calze con i pompon. Moltiplicato per un centinaio. Amazing!
Un piccolo esempio del nostro personale lessico famigliare, commentando quanto guardavamo:
Mik “poche cose sono più noiose delle diapositive”
Lalaura “le diapositive in tedesco”
5) il termine più utilizzato nella lingua tedesca non è tedesco, ma inglese, ed è questo che vedete nelle foto: trovato ovunque: alla mostra su Babilonia al Pergamon Museum, all’Erotic Museum, sulle tazze dell’albergo dove abbiamo dormito due notti su quattro, all’aeroporto, ovunque, insomma. Morale: non vuol dire un cazzo, ma almeno è eufonico più di qualsiasi vocabolo locale, per dire.
6) Per la prima, primissima volta, alla fine di un matrimonio avevamo una fame porca: ci siamo ritrovati Mik, Jordy e io a mangiare a un ristorante turco. Erano le 4 del mattino. Ottima l’anguria con la feta. Immangiabile il tabbouleh con la menta al posto dell’insalata, e l’hummus è stato una manna per le quantità di alcool ingerite.
7) i bambini tedeschi sono più simpatici ed educati dei bambini italiani
8 ) i tedeschi si prendono un po’ troppo sul serio e ironia  zero.
9) Ian ha detto “chill out” 47mila volte. Io ho detto altrettante volte “venga”, “vale”, “hombre”. Il fatto è che continuo a dirlo. Fa molto “so lo spagnolo”.
10) I tedeschi saranno anche fighi, ma non hanno il bidet
11) I tedeschi saranno anche fighi, ma vuoi mettere l’arte in Italia
12) I tedeschi saranno anche fighi, ma hanno solo i wurstel
13) Abbiamo conosciuto un italiano, Alessandro, nativo di Capri, che ci ha offerto un ottimo caffè nel suo baretto (si chiama Café Manon) nella Galérie Lafayette -di Berlino, non di Parigi- e ci ha offerto cioccolatini del Belgio . Ottimi. Pare che parteciperà a una gara di cucina in TV. Sicuro che stravince. Di fronte al bratwurst una qualsiasi cosa appena commestibile qui diventa una manna. E poi ho visto le foto del piatto con cui ha fatto il provino: tipo un risotto al nero di seppia con calamaretti su una tegola di parmigiano. Vince lui, tranqui. Vi terrò informati.
14) In Germania ci sono un sacco di cessi pubblici. Tutti strapuliti
15) In Germania il tatuaggio sul mio braccio ha fatto faville
16) Non so se in Germania il viola porti sfiga. Ma per il matrimonio ero vestita di viola. Trattasi di riciclo: lo stesso abito lo indossavo al matrimonio di mio cugino Angelo di Roma (peccato non avere all’epoca un blog, è stato di gusto peggiore persino di quello a cui ho appena partecipato). Durato un annetto circa, il matrimonio… ma quel completo mi è costato un botto, è di una bellezza unica, e cosa ve lo dico a fare come cazzo erano vestiti gli invitati al bridal party: cito solo uno che durante la cerimonia aveva un cappellino da baseball a fiori fucsia, e quando è uscito lo ha tolto, per metterne uno a fiori azzurri. Forse per una questione di correttezza nei confronti di entrambi i sessi…
17) L’albergo in cui abbiamo dormito nelle prime due notti era sulla Kudamm: un flash: era il luogo in cui si svolge I ragazzi dello Zoo di Berlino, il libro culto dei miei 12-14 anni (mia madre mi obbligò a leggerlo perché avessi ribrezzo di eroina e eroinomani: dico solo che Christiane F. era il mio idolo, dico solo)
18 ) Berlino è una città splendida
19) Non mi son comprata praticamente niente. Sembra impossibile, ma è così
20) Faceva un freddo maiale
21) Mik mi ha fatto divertire tantissimo. Dovremmo viaggiare più spesso, anche se so di essere meno divertente, io…
22 ) Vorrei che tornassimo: dobbiamo andare a comprare uno di quei quadri là, mica per altro
Buone vacanze
lalaura

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