Archive for ottobre 16, 2007

8 cose di me

Anche se nessumo mi ha invitato espressamente, questo meme mi piaceva e quindi ecco qui 8 cose della mia vta scritte così un po’ come mi vengono.
La “regola” vorrebbe che rilanciassi a 8 persone. Queste sono quelle che mi vengono in mente: lalaura, ilCard, Ian, Buldra, Barbara [Bambi, dai potrebbere esser un inzio]. lalaura gli altri che mi mancano gli inviti tu?

1 – Ho vissuto la gravidanza con un distacco e una freddezza che non fanno parte del mio carattere. quasi me ne vergogno un po’. ma quando è nata mia figlia l’ho annusata e l’ho come riconosciuta “geneticamente”,è stata l’esperienza più totale e intesa della mia vita.

2 – Credo che l’amore che c’è tra me e l’old sia una cosa oggi imprescindibile. sono certa che senza la sua pazienza, per i miei rifiuti iniziali, ora non saremmo qui e non saremmo quello che siamo.

3 – Ho avuto un’adoloscenza difficile, piena di insicurezze, paure e sensi di inadeguatezza. se non avessi avuto vicino alcune amiche, a cui devo molto, ora non sarei quella che sono. Chiara, sappi ad esempio che averti aiutato a trovare lavoro è solo una piccola parte del conto che pago ora con molto ritardo.

4 – Quando ero bambina, mio padre lavorava moltissimo ed è stato molto assente. Lui ha sempre sofferto di insonnia. Per stare con lui la notte quando lo sentivo sveglio mi alzavo e lo “costringevo” a fare braccialetti di perline con me. Abbiamo iniziato a costruire il nostro rapporto da queli braccialetti

5 – Una volta, un milione di anni fa, eravamo due ragazzini, ho fatto credere a mio fratello che in una lite mi avesse rotto un dito. Ovviamente non era vero, lui menava sempre piano io ci andavo giù pesante.
Mi vien da ridere ancora se ci penso. Fra, sei sempre stato troppo buono con me … io al posto tuo ti avrei ucciso. 😀

6 – La Namibia è il posto più sensazionale dove sia mai stata. Quando sono tornata a milano per un bel po’ mi è mancato tutto quel cielo africano e quel nulla pieno di cose.

7 – Mio padre mi portò a vedere Non ci resta che piangere a cinema. Io ero una ragazzina di 13 anni. Alla fine della proiezione mio padre, entusiasta peril film si alzò in piedi e si mise a battere le mani. Tutta la sala lo seguì. Appena gli applausi diminuivano, lui si alzava e ricominciva, urlando “bravi, bravi!”. La scena andò avanti per 10 minuti buoni. Ora mi diverte da impazzire a ripensarci, allora mi sono vergognata tantissimo

8 – L’ironia e l’autoironia sono gli ingredienti fondamentali di me. Senza la vita sarebbe di una noia bestiale.

LaVale

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quindi, 8 cose importanti della mia vita?
proviamo.

1.Da piccolo quando litigavo con mia sorella la minacciavo di smontarle la casa della barbie. Oggi andiamo molto d’accordo, e ne sono davevro contento (in realtà andavamo d’accordo anche da piccoli, salvo le normali risse infantili)

2.Non ho il senso del tempo. Distinguo l’oggi e un generale ieri in cui mi si mischiano tutti i ricordi, e faccio fatica a metterli in ordine giusto. Il vantaggio è che è più facile rimuovere qualche brutto ricordo. Lo svantaggio è che mi sento un po’ rincoglionito.

3.Ho paura di morire e più paura di stare male. Sublimo con la passione per i teschi disegnati. Quelli veri invece mi fanno molta impressione, malgrado mio padre – medico – mi racconti che da piccolo giocavo a pallone con il suo cranio da studio.

4.Il giorno più bello della mia vita è stato in Thailandia, con due amici, in motorino nel triangolo d’oro. Non è successo niente di speciale. Abbiamo visto dei templi senza turisti in giro, l’aria era profumata, i motorini facevano rumore, a ogni tempio lasciavo fuori, incustoditi, gli anfibi con dentro 200 dollari. Abbiamo mangiato sulla sponda del Mekong, dall’altro lato del fiume c’era il Laos. Il ristorante serviva cose incomprensibili e a un livello di piccante inaccettabile per qualsiasi europeo. Uno dei templi era quasi abbandonato, ma cinto con un drappo color oro, segno di rispetto e cura. il Dani è pure caduto in scooter, ma non si è fatto male, per fortuna. Non so perchè sia stata una giornata così bella. Ma è così.

5.Vorrei non essera affezionato agli oggetti ma lo sono. Le tre cose a cui sono più legato: temperamatite Dahle55 e coltellino svizzero (regali di mio padre di quando ero piccolo); cassetta dei colori (regalo di mio nonno). Poi sono affezionato a un migliaio di altre cose che mi infestano la casa e mi sembrano bellissime e importantissime.

6.Credo che vivrei abbastanza bene anche senza lavorare. Mi dedicherei al bricolage e alla pittura.

7.Voglio molto bene alla mia fidanzata (se il termine si usa verso i 40 anni, e convivendo), alla mia famiglia e ai miei amici, ma mi premuro di non farlo mai sapere a nessuno perchè sono una persona riservata, e credo che si veda anche se non lo dico. Vorrei avere più tempo per stare con tutti loro.

8.Quando è nata mia nipote sono arrivato in ospedale pensando che non mi sarei commosso, ma poi avevo un magone bestiale! E adesso mi capita tutte le volte che la vedo fare una cosa nuova.

ilCard

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1. In casa dei miei non c’è ancora oggi la lavastoviglie. Ricordo di aver sempre lavato i piatti cantando la Cavalleria Rusticana. Ancora oggi la so a memoria. Mentre durante le feste “comandate”, quando siamo dai miei nonni, o dai miei genitori, da sempre il lavello, mentre si lavano i piatti, è un grande aggregatore di confidenze e pettegolezzi di famiglia. Peccato, la lavastoviglie è comoda, ma non ha funzione sociale…

2. Non mi piacciono i bambini. Nel senso che non riesco bene a comunicare con loro. Forse perché la mia infanzia resta ancora un grande punto interrogativo irrisolto. Fatto sta che ho due figlie, e che mi divertono molto. Ancora oggi quando vedo un neonato mi vien male al seno, modello montata lattea. Vorrei un giorno poter avere tre figli(e), quando non so, ma sicuramente quando sarò più stabile da tutti i punti di vista.

3. Ho conosciuto Mik per lavoro. In un momento in cui di uomini non ne volevo sapere più. Gli ho guardato le mani, e ho pensato “vorrei *congiungermi carnalmente* con lui, senza impegno”. Siamo ancora qui. Quello che so, è che nonostante i troppi momenti di alti e bassi, non vedo la mia esistenza scissa da lui.

4. Ultimamente perdo tutto. Sono disattenta e distratta. Forse ho il cervello sovraccarico, sicuramente l’impressione è che le cose mi passino sopra e non riesco bene ad afferrarne nessuna.

5. Mi piace cucinare. Ancora oggi ricordo la prima cena fatta per amici, e non a casa mia. Era una pasta “alla stromboli”. In quella occasione ho conosciuto LaVale. Una vita e mezzo fa. C’era anche Fri, un’amica che si era messa una coda di cavallo finta lunga fino alle natiche. Era bellissima.

6. Sono cresciuta con una educazione molto rigida circa il pudore sui sentimenti e sugli stati d’animo. Mi vien difficile dire “ti voglio bene”, e mi viene spontaneo dirlo solo alle mie figlie. Poi voglio bene a diverse persone (manco troppe, in verità), ma non gliel’ho mai detto, e questo è un peccato. Il peccato più grande è pensare di non avere mai il tempo di fare una telefonata ad un amico/a. Questo fa di me una discreta testa di… Non costa nulla, aiuta, mantiene saldi i rapporti. Ci sto lavorando, comunque.

7. Un ricordo di altrove molto forte è l’arrivo in moto a Istanbul. E la città, tutta splendida, tutta una emozione. La sensazione fortissima è stata di dejà veçu continuo. Non scrivo altro perché non mi viene, per il momento, nessun termine che renda bene. Fortissima resta, comunque, la sensazione di conoscere, nonostante non ci fossi mai stata, la città. Soprattutto quell’atmosfera particolare.

8. Da buona terrona sono pudica sui sentimenti, ma sentimentale e lacrimosa. Ho pianto con tutto: il primo pianto è stato vedendo Marcellino Pane e Vino alle scuole elementari, un altro che ricordo come forte e straziante e continuato e ripetuto è stato leggendo Mastro-don Gesualdo. L’ultimo con Il cacciatore di aquiloni. Per contro ho verso le persone una cattiveria grandissima nei giudizi. Verso di me più che verso qualsiasi altro/a. Per quello sono un giudice severissimo e spietato. La maggior parte delle cose fatte male che faccio (tante), o che non concludo, sono dovute al mio essere pessimista e critica nei confronti di tutto quel che mi accingo a fare.

Mi piacerebbe che anche Mik partecipasse. Lui un blog non ce l’ha più. Quando lui aveva un blog, io dovevo ancora nascere ;). Era bellissimo.

lalaura

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