che 16 anni fa moriva Giovanni Falcone. Ero in Università quando diedero la notizia. Accanto a me un amico, Luigi, catanese, ha stretto le mani a pugno. Erano bianche da tanto le stringeva. Tremava ed era, si vedeva benissimo, furioso proprio perché si sentiva impotente di fronte a quello che avevamo appena sentito. Nonostante la sua faccia da “greco antico”.
Ricordo, la sera a tavola con i miei, piangevamo tutti guardando il tiggì. In fondo siamo meridionali e siamo sentimentali dalla commozione facile. Ci sentivamo, mi ricordo, più soli. Ma anche lì, nessuno di noi ha proferito verbo, a parte un “grandissimi figli di troia”. Perché siamo persone dalla facile commozione, ma anche riservati sugli stati d’animo.
Poi arrivò luglio, e ammazzarono l’altro. Ma di questo se ne parlerà tutti a luglio. Poi tanto ci saranno le vacanze, e chi ci pensa più.
La sensazione è che in questi 16 anni ad andare sempre più spesso in vacanza sia l’intelligenza di tutti, e l’impegno, e l’attenzione.
Io continuo ad incazzarmi come una serpe di fronte a certe vacanze intellettive.
Chi è stupido merita di esser poi trattato in quanto tale. E questo è la fine a cui siamo destinati.
Tutto qui.
Solo che a furia di stare con gli stupidi c’è il rischio di abituarsi, e di adattarsi.
lalaura




