Dunque stasera sono andata al cinese con le bambine, perché Mik è via per lavoro e non avevo voglia di cucinare.
Solito ristorante, solito tavolo, solito seggiolino per Viki, solite nuvole di drago con solita salsa agrodolce che, non bastasse Viki a trangugiarla a mo’ di succo di frutta ci si è messa pure Sofia, giustamente; solito tutto: i bambini sono esseri abitudinari, e i tipi del ristorante mi sa che l’han capito da mo’.
Vado lì perché è dietro casa, perché si mangia bene, perché se sono sola mi aiutano, i due titolari si siedono con noi, e ce la raccontiamo.
Un giorno vi racconto cosa ci raccontiamo. Oggi no. Solitamente si parla di bambini, visto che abbiamo figli abbastanza coetanei. Il loro grande va al Gonzaga. Le mie all’asilo comunale. Alla faccia dei pregiudizi sullo straniero, eh…
Vabbè tutto ’sto preambolone per raccontarvi una scena che mi ha lasciato così, non ho ancora capito come, ma prima o poi ci arrivo. Forse.
Di fronte al nostro tavolo, il solito tavolo, si diceva, si siedono marito e moglie primipari di piccola di 25 giorni (io, si sa, i cavoli miei non me li riesco proprio a fare; le mie figlie neanche, visto che hanno passato 3/4 del tempo in processione verso la carrozzina, in religioso silenzio perché le ho minacciate di percosse se avessero svegliato la piccina. Se Mik sa che si sono alzate da tavola menzamaddiu, ma si sa, quando son sola mi si abbassano le difese civili ed educative). Con loro la sòcera, la mamma di lui, english, compassata, una vera lady.
Lui non si è cagato la moglie neanche un secondo, ma zero, eh. Ha ordinato una bottiglia di vino bianco, ha servito prima la madre (giusto, è la persona più anziana a tavola, l’ho visto alla TV, si fa così), poi la moglie (aveva la fede al dito, ho visto pure quella). Ha brindato solo con la madre. Con la moglie no.
Poi man mano hanno portato le ordinazioni a tavola.
Fortuna che le nostre arrivavano a rilento, e così ho potuto osservare tutto.
Tipo: “Chi ha chiesto spaghetti di soia?”
E lo stronzo “Lei” indicando la moglie con il pollice, e lo sguardo schifato
“Chi ha chiesto gambeloni alla piastla?”
E lui “Lei”, stessa modalità.
E fin qui, vabbè, magari avevano litigato. Magari alla tipa neomamma non andava di uscire a cena con la lady sòcera. Capirai, una figlia di 25 giorni, sei un po’ tanto presa dai fatti tuoi…
Ma lo sguardo
Quello sguardo perso nel vuoto mentre come un automa ninnava la carrozzina, anche se la piccola era lì tranquilla e non fiatava (errore, non si fa, se il piccolo tace non te lo filare di pezza, sennò poi se ne approfitta – gliel’ho detto? No).
Quel senso di straniamento.
Quell’alienazione.
Tutto a un tratto mi è risalito un non-so-cosa, che avrei voluto dare una sediata in testa allo stronzo (che magari non lo è, ma, d’ufficio, da stasera lo diventa) e alla lady: che facevano finta di niente, hai capito: parlavano di cagate mentre la tipa era lì, attaccata alla carrozzina come Leo di Caprio al pezzo di legno in Titanic un attimo prima che gli si congelassero le dita, con uno sguardo allucinato, persa in chissà cosa. Ci penso e mi sento male per quante volte mi è successo, e, ogni volta, pretendevo di far finta di niente, dovevo essere contenta perché tutti dicono che quando si diventa madri si è felici, belle, appagate, serene, piene di qualcosa che prima non c’era e adesso sì.
Un cazzo.
Ah, Vittoria e Sofia questa sera hanno mangiato i lavioli alla piastla. Era questa la novità.
Poi, come al solito, caffè con sfogliatella per me, e un cannoncino per le piccole, nella pasticceria all’angolo. Come al solito.
Un’altra mamma quasi implorava piangendo, imbarazzata, il figliolo di 5 anni di non scagliarsi con la testa contro la vetrina, anche perché poi quello più piccolo lo voleva imitare…
Insomma, prossima volta che mi sento dire “eh, ma voi mamme sì che siete fortunate” azzanno diretta alla giugulare.
lalaura





ian detto
eh, ma voi mamme sì che siete fortunate…
lo dico da sempre.
erinni detto
vfcl
e solo perché non hai la giugulare qui!
lalaura
Marco detto
A me il ristorante cinese non piace.
Ecco.
L’ho detto.
la Gatta detto
bello…
applauso!
davvero……
clap clap!!!