finito, stasera, mentre le piccole guardavano la loro oretta di cartoni animati prima di cena.
finalmente è tornato Salvo Montalbano, che, scopro, nasce nel 1950. Come laMeri (la mia mamma). Si però se non va in pensione mia mamma non ci va neanche il commissario, ok?
Comunque: chi non l’avesse ancora letto si dia una mossa: bello perché è degno dei primi (ricordo il primo che ho letto, la Gita a Tìndari, durante una domenica mattina lunghissima – terminata tipo alle 18:00 – in quel del nido di via del Progresso. Tìndari mite ti so, eccetera. Ma questo non è Camilleri). In più ci sono una serie di divertissement interessanti: il vangelo di San Matteo, Montalbano che legge i romanzi storici di Camilleri – la Scomparsa di Patò, nello specifico -, che risponde al Questore citando titoli di Dostoevskij, etc.
Insomma, sento già la mancanza. Questa cosa dell’elaborazione del lutto letterario mi sta tirando scema. L’altro giorno ero in Feltrinelli, e quasi mi mettevo a piangere davanti al mega scaffale dedicato a Montalbàn: non me ne manca mezzo da leggere, accidenti. Poi, girato l’angolo, ho visto che la Gimenez Bartlett ne ha scritto uno, ma nulla a che vedere con la Petra Delicado, che, rimanga tra noi, ha anche un po’ smarronato; Sandrone silente, Biondillo finita la serie dei 3+1 lunedì, la Vargas tace. Fortuna sono al primo, in realtà secondo della serie ma primo che leggo io , del duo Sjöwall-Wahlöö. Poi ho visto che Massimo Carlotto, di cui per ora non ho ancora letto nulla, ne ha diversi. Per cui, finiti questi, attacco proprio con lui.
In compenso Feltrinelli ha cambiato tutta la disposizione dei libri: fa più schifo di prima, e in compenso due, ho incrociato una commessa che di libri credo ne abbia letti massimo 3 in tutta la vita. Però simpatica: mi ha detto che nessuno le ha mai fatto amare la lettura (poi qualcuno mi spiega che cavolo ci fa in libreria una a cui fa schifo leggere), ma si è segnata i miei due consigli – grandi miei classici per le donne, quando mi chiedono un parere – la Etxebarrìa, e la Grandes. Scrittrici con due palle così.
lalaura
bentornato
Marzo 27, 2008 a 10:39 pm · Archiviato in Cose che ci piacciono, Cose che leggiamo ·Contrassegnato da tag Alicia Gimenez Bartlett, Almudena Grandes, Andrea Camilleri, Fred Vargas, Lucia Etxebarria, Manuel Vazquez Montalbàn, Massimo Carlotto, Sjöwall-Wahlöö





erinni detto
lalaura fiondati in libreria, senza carlotto non si può vivere!
alligatore forever! a parte gli scherzi la questione dei commessi/librai è spianosa. Mi spiego ieri sono andata alla feltrinelli dentro il centro commeriale vicino al mio ufficio [lo so che è triste ma se una povera ragazza ha finito le letture e anche il tempo si deve accontentare], bene la commessa [perchè non era certo una libraia] era da sola con una fila infinita, i libri erano disposti come fossero pomodori, l’assortimento faceva orrore [su 6 dico sei libri che ho chiesto non c'è ne era nessuno]. e poi ci si lamenta che gli italiani leggono poco. ecco!
LaVale
erinni detto
hai visto Ferraro, andando al centro commerciale?
scherzi a parte, quando andavo io a Novate in quel posto lì, la feltrinelli era agghiacciante, altro che pomodori… grazie per Carlotto, in effetti ero andata a sbirciare sul tuo Anobii, e non ho potuto non farci una pensata!
lalaura
Marco detto
Divorato anche io (ovviamente) in un paio di ore (con la mia compagna che mi implorava di spegnere la luce!), ma sto ancora metabolizzandolo, non ho ancora capito quanto mi sia piaciuto.
….e Carofiglio? Non l’hai nominato, dimenticanza o non ti “arriva”?
erinni detto
ce l’ho: ma per ora ne ha scritti solo 3, per cui ancora non mi si è attaccato agli affetti letterari: valido, comunque
lalaura
Marco detto
Ti riferisci ai libri “dell’Avv. Guerreri”, perchè Carofiglio ha scritto anche “Il passato è una terra straniera” (gradevole) e, da ultimo, “L’arte del dubbio” che è una “riedizione di un volume (pubblicato nel 1997) rivolto ad avvocati e magistrati, con stralci di veri processi e di verbali, basato sullo studio delle tecniche di interrogatorio così come si svolgono nella realtà; dal punto di vista della strategia, del modo di usare il linguaggio, e della psicologia giuridica. Il libro è stato riscritto e totalmente rielaborato, adattandolo a un pubblico anche di non addetti ai lavori. Storie di casi pratici, di successi e di errori fatali.” (fonte: vigata.org)
A breve (in maggio, dicunt) uscirà un saggio dal titolo “Bari è un alter ego”.
erinni detto
mi riferisco all’avvocato. sulla saggistica sono scarsa, sempre stata
; )
lalaura
la Gatta detto
ho comprato montalbano e aspetto il momento giusto per “gustarmelo”, anche se ormai, ahilui, si sta rimbecillendo….
di carofiglio ho letto quelli dell’avvocato ma francamente non è che mi facciano impazzire…
un po’…di maniera…ossia si vede che l’editore gli ha detto “dai, scrivimi qualcosa di poliziesco, tipo montalbano…..che poi ci facciamo anceh il film (li hanno fatti, ma credo non li vedremo in replica ongi domenica…)
e mi sembrano scritti proprio in quest’ottica…
i personaggi sono un po’ stereotipati…lui giovanile ma non giovanissimo, divorziato, ma in fondo in fondo ancora “Innamorato” (?), la vicina donna forte e seducente con oscuro passato/problemi da risolvere insieme….
insomma, niente di speciale…
“il passato è una terra straniera” invece è davvero molto bello, molto più “suo” mi pare.
“l’arte del dubbio” l’ho regalato e prima di regalarlo l’ho letto…
non è saggistica (che nemmeno io amo…leggo e non ritengo informazioni), ma un’interessantissima lettura…
erinni detto
cavolo la gatta – lagiulia sono d’accordo con te su carofiglio … è più o meno la stessa impressione che ho avuto io leggendo come dio comanda: mi vedevo l’editore che diceva ad ammaniti, fammi un bel libro ma deve essere almeno 300 pagine eh???
mi sa che comprerò il passato è una terra straniera come da tuo consiglio
grazie
lavale
sergio detto
sandrone, dopo avermi ispirato come solo lui sa, sta scrivendo. almeno così dice: gorilla, istruzioni per l’uso.
erinni detto
meno male, sergio: qui stavo andando in depressione da a-sandrone…
lalaura