la briscola in cinque

che oltre ad essere il mio gioco preferito, è questo librino letto tra:
i cartoni animati delle 19 – 20 (mentre cucino, ma stavolta leggevo, alla faccia dell’archetipo della mamma ai fornelli)
il dopocena, mentre la tv trasmetteva un documentario sulla figura di satana nelle varie religioni;
la pausa pranzo di oggi, seduta al tavolo della cucina con un trancio di pizza già tagliato a pezzi, ché mi fa fatica tagliarmi la pizza da sola. Morale, in un paio di orette si finisce, è bellino, perché a ben pensarci, oltre a Camilleri che si diletta di dialetto siculo, non avevo mai letto un giallo con così forte presenza dialettale. Fatto sta che le più belle partite a carte le ho fatte proprio in Toscana, ascoltando bestemmie e insulti di un meraviglioso che che cosa lo dico a fare.
1000 punti al Barrista scazzatissimo (io non faccio la barrista, ma quanto a scazzo non son seconda a nessuno…), che alla fine risolve tutto.
lalaura

PS: com’è come non è anobii è pieno di gente che capisce chi è il colpevole più o meno entro la pagina 10. Mai successo. E dire che ne ho letti, di gialli-noir-giallo-noir e via con le sfumature… Che gusto c’è a scoprire il colpevole già subito? Mah, sta di fatto che forse non son così intuitiva.

PS2: Ferrara non ha la sindrome di Klinefelter, leggevo stamattina sul Corriere. E’ solo pirla, quindi.

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